La Maratona, finalmente

Il ritiro al 37° chilometro della Maratona di New York mi aveva lasciato, qualche anno fa, un certo amaro in bocca. Oltre al malessere che mi aveva costretto a fermarmi, mi ero ritirato essenzialmente per due motivi: non poter fare il tempo che mi ero prefissato, sotto le quattro ore; e il fastidio per il baraccone newyorchese, troppa gente, troppa scomodità, sveglia all'alba e trasferimento con pullman dall'altra parte della città, sempre intruppati come un parco buoi dal ritiro pettorale all'arrivo.

Tutt'altra atmosfera a Stoccolma, dove ho deciso di tentare la Maratona anche se non avevo mai fatto più di 30 chilometri di "lungo". Questa volta sono partito con umiltà, deciso semplicemente a concluderla, e quando ho trovato il "muro" al chilometro 32 mi sono fermato a rifiatare, ho camminato un po', sono ripartito per poi fermarmi ancora al 36, e ripartire. Ho chiuso in 4 ore e 24', certo parecchio tempo, ma sono  comunque soddisfatto anche perché la giornata è stata da tregenda (freddo, pioggia, vento implacabile). Ora ho la mia bella medaglia e una Maratona in più nel libro dei ricordi, oltre alla voglia di tentarne presto un'altra. A proposito, i 163 chilometri percorsi nel mese di maggio hanno dato una bella spinta alla mia corsa virtuale da Camogli a Barcellona, sulle tracce del commissario Luciani: sono arrivato a 627 chilometri, quindi in pratica tra Montpellier e Béziers. Per arrivare a 999 km ne mancano 372. 

 
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