La Maratona bella, ma non fa bene

Sull’onda dell’entusiasmo per le belle prestazioni degli italiani nelle Maratone agli Europei di Zurigo (oro a Daniele Meucci, argento a Valeria Straneo) è stata presentato oggi il Progetto Maratone delle Città d’Arte, cui aderiscono Roma, Firenze, Venezia e Torino. Nel comunicato i responsabili della Turin Marathon dicono che il loro obiettivo è portare a correre una maratona almeno il 2% dei 5 milioni di italiani che praticano la corsa (o dicono di praticarla, aggiungo io). Trascrivo testualmente: “Tutti noi, allenatori, tecnici, organizzatori e appassionati, dobbiamo impegnarci a finalizzare la corsa verso quell’obiettivo e cioè correre una volta l’anno la maratona. Dobbiamo farlo per diventare come gli altri Paesi europei, per avere delle maratone con dei grandi numeri così da gratificare le città che si fermano per accogliere una maratona, generando flussi turistici sempre più significativi ma soprattutto dobbiamo convincere che correre una maratona fa bene alla salute. Il gruppo delle Maratone delle Città d’Arte organizza mezze maratone, dieci chilometri e altre corse, ma il tutto sarà e dovrà essere finalizzato a correre e a far correre almeno una maratona una volta l’anno”.

Ecco, da podista appassionato, che ama anche andare in una bella città a fare una gara unendo sport e cultura, devo dire che mi sembra un messaggio molto pericoloso: correre con moderazione è un ottimo esercizio per il cuore, il fisico e la mente, ma non ci sono prove scientifiche che correre una maratona (42 chilometri e spiccioli) faccia bene. Al contrario, correre una maratona NON FA BENE, è una prova estrema che va affrontata con grande umiltà e cercando di limitare i danni. Correre una maratona è massacrante come scrivere un libro, e sono pronto a sfidare a duello chi sostiene che scrivere un libro all'anno è una passeggiata di salute.

 
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