Era mio padre

Oggi, 17 agosto, è l’81° compleanno di mio padre Sergio. Anche se non c’è più, festeggio con lui ripensando a tutto quello che mi ha insegnato, alle sue frasi celebri  (“Chi è scemo stia a casa” la mia preferita, ironica e perfetta per quando combinavo qualche stupidaggine), al bellissimo ricordo che ha lasciato in tante persone. Dopo la sua scomparsa, nell’ottobre scorso, abbiamo pubblicato un libretto con gli ultimi post del suo blog “Così parlò Bellagamba” e con gli articoli più recenti scritti per “Il Secolo XIX”, dove la sua firma è comparsa per 50 anni filati. L’ultimissimo articolo era sull’8 settembre 1943, pochi giorni dopo la morte di suo padre Vittorio, quando lui era appena un bambino. Una perdita che lo ha segnato e con la quale ha chiuso definitivamente i conti poco prima di morire.

In quest’ultimo anno sono stati in tanti a ricordarlo, in particolare nella Tuscia, dove lavorò a fine anni Cinquanta-primi anni Sessanta per riportare alla luce la città etrusca di Vulci. In virtù dei suoi meriti di archeologo papà aveva ricevuto la cittadinanza onoraria di Canino, della quale era fierissimo; e di recente a Montalto di Castro è stato ristampato e distribuito nelle scuole dall’Associazione Canino 2008 il suo romanzo “Guerrieri di Polvere”, che ricorda quei sei formidabili anni tra gli etruschi. Due settimane fa al Museo di San Francesco a Canino, in una bella cerimonia alla quale erano presenti la nuova soprintendente dell ’Etruria Meridionale Alfonsina Russo e la direttrice del museo Patrizia Petitti, è stata inaugurata e dedicata a Sergio Paglieri la Sala della Tomba del Delfino. Una bella soddisfazione per tutti noi, che terrà vivo il ricordo di papà.

Gli amici che non hanno ancora letto “Guerrieri di polvere” o “Il ritorno di Bellagamba”, e volessero riceverli, mi scrivano in privato. Ne ho ancora alcune copie e ve le spedirò con molto piacere.

 
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