Macelleria quotidiana

C'era una volta un macellaio che aveva il negozio nel centro di una bella città. La sua macelleria era antica e rinomata, con un buon giro di clienti. Un giorno però, notando che la crisi stava riducendo sempre di più il suo giro d'affari, il macellaio ebbe un'idea: in un angolo del negozio mise un garzone a fabbricare e distribuire hamburger gratuiti, a scopo promozionale. Erano fatti con gli scarti della carne, ma comunque abbastanza buoni, e la gente apprezzò l'iniziativa. I vecchi clienti entravano, prendevano l'hambuger gratis, e poi compravano la solita carne, magari giusto un pochino meno. Qualche faccia mai vista prendeva solo l'hamburger, con un po' di vergogna, ma erano per lo più giovani squattrinati che un giorno, chissà, sarebbero diventati buoni clienti.

I conti peggioravano, ma vedendo il successo dell'iniziativa altre macellerie cominciarono a copiarla. Così il macellaio ebbe un'idea: alla carne di scarto aggiunse carne di migliore qualità, e spinse il garzone a lavorare più in fretta. Dopo un po', sempre più gente cominciò a entrare per gli hamburger gratuiti. Molti di questi non chiedevano altra carne, dicendo che avevano fretta, o che non potevano masticare, o semplicemente con un'alzata di spalle: se il macellaio lo fa, pensavano, avrà la sua convenienza. Presto anche i clienti storici, quelli che acquistavano costate e filetti, cominciarono a provare l'hamburger. Non era la stessa cosa, ma tutto sommato era carne, e consentiva di risparmiare qualche soldo da investire altrove, magari in un dolce. Il lato hamburger cresceva di giorno in giorno, mentre la vetrina delle altre carni aveva sempre meno successo, e il bilancio del negozio era sempre più in passivo. Così il macellaio ebbe un'idea: invece di avvolgere gli hamburger in una carta qualunque, poteva avvolgerli in una carta con una pubblicità, e fare qualche guadagno. Ben presto trovò un'azienda disposta a sponsorizzare la carta degli hamburger. Ma per rientrare dell'investimento occorreva che lui distribuisse almeno mille hamburger al giorno, mentre il macellaio ne distribuiva solo cinquecento.

Il macellaio ci pensò su, ed ebbe un'idea. Invece di farli con la carne di media qualità, cominciò a fare hamburger con le costate e le fettine fresche, che restavano sempre più spesso invendute. Ebbe un grande successo, e non appena superati i mille hamburger al giorno il macellaio chiamò lo sponsor gli spiegò che anche tutte le altre macellerie ormai regalavano hamburger, e che il target non era più di mille, ma di duemila hamburger al giorno. I vecchi clienti ormai stavano scomparendo, e il bilancio era drammaticamente in rosso, così il macellaio ebbe un'idea: mise se stesso, la moglie e il figlio a fabbricare hamburger di puro filetto e il garzone a servire, ai pochi clienti che ancora acquistavano in contanti, la carne di scarto. Il successo degli hamburger di filetto gratis fu strepitoso, e il macellaio superò non i mille, ma i duemila hamburger gratuiti al giorno. Ai giovani gli hamburger di filetto piacevano da pazzi e anche se si era dovuto impegnare la casa il macellaio, guardando il viso di suo figlio, si congratulava con se stesso per avere avuto la lungimiranza di assicurargli un futuro. Tornò dallo sponsor, ma quello gli disse che tutte le macellerie tradizionali stavano chiudendo, e anche quelle con il banco del gratis cominciavano a dare segni di stanchezza. Perciò, gli disse, io ora sto sponsorizzando un nuovo locale di tendenza: una macelleria che paga i clienti perché vadano a mangiare i suoi hamburger gratuiti.

Il macellaio corse a casa entusiasta, urlò alla moglie che aveva avuto un'idea ma non appena varcò la soglia la moglie lo colpì con la mannaia proprio in mezzo alla fronte, la aprì, andò alla ricerca del cervello. Non era rimasto granché, lo estrasse, lo mise in vetrina e riaprì il negozio. La sezione hamburger gratuiti non c'era più, e tutti i passanti tiravano dritto. Ma dopo un po', una vecchia cliente si avvicinò, al braccio del nipote, e indicando la vetrina quasi con timore sussurrò: <E' cervello?>. <Certo, signora>. <Ma non l'avevano proibito?>. <Nossignora, avevano solo detto che fa male. Ma non è vero>. L'altra annuì: <Lo sapevo. Tu l'hai mai provato?> chiese al nipote. L'altro fece cenno di no: <Mi piacciono gli hamburger: sono morbidi, facili da cucinare, e gratis>. La nonna scosse la testa: <Ma sono tutti uguali, non sai cosa ci mettono dentro, e non danno soddisfazione. Meglio fidarsi di chi ti invita a usare il cervello>. Pagò in contanti, e la macellaia le sorrise.

 
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