Letta e Marzorati

Dite quello che volete, ma a me Enrico Letta piace. Già mi era simpatico perché aveva detto di essere un fan del Subbuteo, ora ho scoperto che da ragazzo il suo idolo era Marzorati (e Kurt Rambis dei Lakers, perché come lui doveva giocare a basket con gli occhiali). Praticamente siamo gemelli, anche se il premier ha 5 centimetri più di me, e un anno di meno. Okay, sono poco più che curiosità, ma come ha detto bene nel suo ultimo libro "Basta piangere!" Aldo Cazzullo, un altro del '66, sarebbe ora che la nostra generazione di individualisti facesse gruppo, si desse una mano e nel contempo la desse al Paese. I valori li abbiamo, e non sono soltanto il Subbuteo e il basket. Non siamo ideologici a priori, abbiamo visto la semi-povertà e il terrorismo degli Anni 70, l'ubriacatura degli Anni 80, la crisi economica cominciata con la caduta del Muro e Tangentopoli. Abbiamo studiato, viaggiato, allargato la mente. Possiamo affrontare i prossimi due decenni meglio della generazione dei Berlusconi, dei Prodi e dei Monti. Letta sembrerà pure un prete, ma dopo tanto becerume e urla non mi dispiace sentire uno che parla in modo pacato. Magari lo fa perché ha qualcosa da dire. E comunque uno che ha come idolo Marzorati ha, o dovrebbe avere, rigore, fantasia, visione di gioco, cultura del lavoro ben fatto. L'Italia, o almeno una parte dell'Italia, una volta era così. Non credo che sia scomparsa del tutto.   

 
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