Alla Mezza di Genova tutti in verde. Per Boston
Scrivo di getto e di rabbia, alle undici di sera di lunedì, mentre ancora non so quanti saranno i morti alla Maratona di Boston, né chi sono gli attentatori. So solo che un’oasi di pace, di fratellanza, di comunanza tra persone provenienti da tutto il mondo è stata violentata e distrutta. Non capisco che obiettivi sono, un atleta che cerca di superare se stesso, un familiare  che lo applaude a pochi metri dall’arrivo. Il “nemico” di questi terroristi chi è? La prima reazione che ho avuto, istintiva, è stata: “E’ la fine delle Maratone come le abbiamo conosciute”. Vale a dire oceaniche, ricche, partecipate. Un’occasione per correre in gruppo, fare turismo, conoscere il mondo, annullare le distanze non solo stradali. La seconda reazione, quasi altrettanto istintiva, è stata: l’anno prossimo vado a Boston, a fare la Maratona 2014. La terza, adesso, è questa: ero indeciso se iscrivermi o meno alla Mezza di Genova, domenica. A questo punto la farò, e indosserò qualcosa di verde in omaggio a Boston, ai miei sconosciuti amici podisti, a chi non potrà correre più. Fatelo anche voi. Un piccolo segnale. Tutti in verde per Boston.
 
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