James Bond, che nostalgia

L’arrivo nei cinema del nuovo James Bond (Skyfall) è una bellissima notizia, anche se non ho la minima intenzione di andarci: già l’ultimo che ho visto con Daniel Craig era una specie di videoclip con musica assordante e trama inesistente, ora l’idea di dover vedere un Bond sessualmente ambiguo è davvero superiore alle mie forze. La bellissima notizia, dicevo, è che nell’ultimo mese Sky ha creato un canale apposito per ritrasmettere tutti i vecchi 007, ed è stato un piacere lasciarsi catturare da quelle atmosfere e riscoprire tante piccole ovvie verità.

Innanzitutto, Roger Moore è lo 007 più adatto ai bambini: non a caso è quello con cui sono cresciuto (la prima volta che ne vidi uno precedente, con Sen Connery, rimasi delusissimo). Negli Anni Settanta, molto meno tolleranti di quanto si creda, i buoni erano buoni e i cattivi cattivi, e per non fare confusione ognuno aveva la tuta di un preciso colore: in genere arancione per gli scagnozzi della Spectra, e blu per gli alleati di Bond, si mitragliavano senza pietà e per noi 10-12enni era uno spasso. Come poi l’arancione si sia trasformato da colore dei cattivi a colore delle rivoluzioni pacifiche, è tema che lascio a studiosi di altri campi. Roger Moore era bello, ironico, molto inglese, e spesso affrontava Shark, il gigante con i denti d’acciaio, che resta per me il cattivo “muscolare” più pauroso e meglio riuscito della serie. Purtroppo Moore era già un po’ troppo vecchio per il ruolo quando cominciò, e l’ultimo suo film, girato a 58 anni, avrebbero dovuto chiamarlo Bersaglio Immobile (diciamo che la sua mobilità corporea si uniforma a quella facciale). Ma il migliore Bond in assoluto per me è Pierce Brosnan, figo, di classe, ironico, credibilissimo; e con alcune Bond Girl stupende, Halle Berry in testa e Sophie Marceau al secondo posto. A proposito: rivedere la prima Bond Girl in assoluto (Licenza di Uccidere, 1962) è scioccante, perché la donna che compare al Casinò è un discreto cesso, e sembra la mamma di Bond.

Sean Connery, che ho presto rivalutato, è bravissimo anche se alcune scene dei suoi film Anni Sessanta sono molto violente, addirittura troppo secondo mio figlio. Riguardo agli altri, Timothy Dalton era scarso, in linea con i film, ma il peggiore di tutti è  George Lazenby protagonista di un episodio di una bruttezza imbarazzante, “Al servizio segreto di Sua Maestà”. Quanto a Daniel Craig, resto fedele alla mia prima impressione: è totalmente fuori ruolo, sembra un pugile russo, troppo muscolato e buzzurrissimo nelle scene al Casinò. Jude Law, giusto per fare un nome, sarebbe stato un Bond molto migliore.

 
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