Cinquanta sfumature di grigio/ 1

Uno scrittore di discreto (in)successo non può restare indifferente di fronte a libri che vendono migliaia di miliardi di copie. Non sono mai stato uno snob, non ho mai pensato che se un libro vende tantissimo significa, automaticamente, che non vale niente. Cerco anzi di leggerli, questi libri, e a volte ne traggo utili indicazioni per i miei: per esempio meno riflessioni e più azione, meno autocompiacimento  stilistico e più scorrevolezza, e poi qualche sano trucco tipo sospendere l’azione sul più bello a fine capitolo, e partire col nuovo, per mantenere la suspense. Dopodiché ogni libro ha la sua storia. Chi mi segue sa che ho amato molto “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown, mentre ho trovato pessimo “Il simbolo perduto”, che se non altro ha avuto il merito di far ridere moltissimo me e mia moglie mentre lo leggevamo insieme a voce alta.

Confesso che ho esitato un po’ di fronte al bestseller dell’estate, ma dopo avere visto “Cinquanta sfumature di grigio” in mano a persone di ogni età, classe sociale e opinione politica, ho deciso che era venuto il momento di affrontarlo. Al momento sono arrivato al terzo capitolo, e già vacillo. Quanti “occhi grigi dallo sguardo penetrante” può sopportare un lettore? E quante “farfalle nello stomaco”, quanti “arrossisco”, quanti monologhi interiori da diario delle scuole medie? E quanti riferimenti al fatto che lui, Mister Grey, è un “maniaco del controllo”, scaltro semìno che servirebbe ad anticipare le sue preferenze sessuali?

Vorrei proseguire nella lettura perché prima o poi qualcosa di buono ci troverò, forse proprio le scene di sesso, ma se invece scoprirssi che anche quelle sono scritte come il resto del libro (Ne ho il forte sospetto, considerando che l'autrice definisce "luogo oscuro e inaccessibile" la patata della protagonista)? Dovrei concludere che la scrittrice è una cagna, ma più cani di lei sono i lettori, e io non posso mancare di rispetto ai lettori, io amo i lettori, perché un giorno o l’altro, ne sono certo, essi acquisteranno un migliaio di miliardi di copie di un mio libro.

 
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