Antiquario, dove sei?
Mi vergogno un po’ a fare l’Enzo Tortora della situazione, ma come a “Portobello” devo lanciare un appello stile “Dove sei?” all’antiquario genovese che l’anno scorso venne a trovarmi al Secolo XIX, raccontandomi una storia molto interessante su un antico ritratto che vorrei utilizzare nel mio prossimo libro. Purtroppo, disordinato come sono, ho perso il numero di telefono che mi aveva lasciato, e non ricordo assolutamente il suo nome. Se per caso legge queste righe, lo prego di ricontattarmi al giornale. 
 
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