Lakers & Samp al tramonto

Ci sono stagioni indimenticabili, come il 1982, con il secondo titolo di Magic & Kareem e la promozione in A della Sampdoria. O come il 1985 e il 1988, altro anello per i Lakers e Coppa Italia per la Samp. L’anno scorso è stato strepitoso, Lakers campioni (4-3 su Boston, il massimo!) e Sampdoria qualificata ai preliminari di Champions. Beh, quest’anno le sto pagando tutte. E alla vigilia di un derby che rischia di essere storico in senso negativo, soffro soprattutto per le assurde sconfitte di Los Angeles contro Dallas, squadra discreta ma davvero niente di speciale. Non avevo mai visto i Lakers perdere così partite già vinte, se non contro Boston; Gasol spaurito e distrutto da Nowitzki, Kobe Bryant timido e come sempre pessimo nelle scelte e nei tiri decisivi, e poi anche Phil Jackson che perde il controllo della partita, non mette Bynum in marcatura sul tedesco, fa giocare gente come Barnes e Blake dopo aver lasciato andare (ma perché?) un Farmar che a me piaceva tantissimo. Insomma siamo stanchi, svuotati, in una parola: vecchi. E non solo noi. Fuori San Antonio, quasi fuori Boston, mentre salgono squadre più giovani e affamate: l’odiosa Miami, Chicago, e Oklahoma per la quale a questo punto farò il tifo perché Durant è uno dei più grandi giocatori che ho mai visto. Mi sa che a fine stagione, tra una o due partite, Jackson lascerà, Fischer anche e qualcosa dovrà cambiare. Per Durant a Los Angeles farei follie, gli darei subito Kobe, Odom e pure Maccarone e Biabiany.

 

 
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