Se Benigni sembra La Russa
Mi ha lasciato quantomeno perplesso l'esibizione a Sanremo di Roberto Benigni. D'accordo che destra e sinistra non esistono più da tempo, ma il discorso del Vate nazionale era intriso di nazionalismo, imperialismo, e forse anche di sottile razzismo. Alla fine in platea Ignazio La Russa si è alzato in piedi e applaudiva convinto. E lo credo. Benigni ha detto, in sintesi, che l'Italia è il Paese più bello del mondo, e va bene, che Roma è stata la più grande città di tutti i tempi, e qui comincio ad avere i miei dubbi, ma poi ha esaltato l'Impero Romano, la bellezza degli eserciti schierati, Scipione che sconfiggendo Annibale ha impedito che diventassimo tutti mediorientali, e quando vai su questa china cosa ti impedisce di dire che George Bush ha portato la civiltà in Iraq e salvato l'Occidente dall'Islam? Il Risorgimento non ha mai suscitato tanto entusiasmo, dalle nostre parti, proprio perché a scuola ce lo raccontavano così, in modo assurdamente manicheo, con gli italiani tutti buoni che si liberano dagli stranieri cattivi. Poi devo capire come si possono esaltare i liberi Comuni, il Rinascimento delle Signorie, tutte quelle forme di governo che hanno favorito la crescita della cultura italiana e delle arti, ed esaltare al contempo i Savoia che si sono annessi con la forza libere Repubbliche come quella di Genova. A proposito: Balilla, ampiamente citato da Benigni, prese a sassate non le truppe austriache, ma proprio quelle piemontesi. E' chiaro che la riscoperta del Risorgimento nasce principalmente in funzione anti-Lega, ma questo non dovrebbe giustificare qualunque mistificazione: Benigni ieri sera è riuscito ad appropriarsi perfino del Carroccio. Tralasciando poi il fatto che abbia ripetuto "memorabile" almeno duecento volte, aggiungo che la storia che la bandiera italiana è stata fatta bianca rossa e verde ispirandosi ai versi di Dante su Beatrice è una clamorosa balla. Come chiunque può facilmente verificare sui libri o sul web. Detto questo, di Benigni condivido l'invito finale a cercare la felicità, e concludo con uno squillante "Viva l'Italia!". 
 
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