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Camogli-Barcellona, olŔ!
venerdý 23 ottobre 2015

Il 18 ottobre, con largo anticipo sul previsto, ho completato la mia corsa virtuale tra Camogli, Villa Patrizia, e Barcellona, Santa Maria del Mar. 999 chilometri emozionanti attraverso la Liguria, la Francia, la Catalogna. La maggior parte dei luoghi li ho solo immaginati, mentre percorrevo i chilometri negli scenari consueti come il Porto Antico di Genova o corso Italia, in altri ho corso davvero come nella Riviera di Levante, in quella di Ponente, a Nizza e nella stessa Barcellona. Il km 999 l'ho tagliato in un posticino mica male, Boccadasse, e in una bella giornata di sole. 

Inseguivo un traguardo e un fantasma, quello di Marco Luciani, che nell'ultimo romanzo aveva deciso di trasferirsi proprio a Barcellona. Anche a questo servono i libri, a regalare agli autori delle strade alternative. Prima di questa corsa ero convinto che la mia esperienza con Luciani fosse terminata, ora ho qualche dubbio. Alimentato soprattutto dalle mail di lettori che mi chiedono di continuare. Ci penserò, mentre continuo a correre, a scrivere, a puntare nuovi traguardi che mi aiutino a mantenermi vivo, giovane e bello.  

 
Sulle tracce dei kenyani
mercoledý 02 settembre 2015

Ho sempre odiato la montagna. Forse perché soffro di vertigini, forse perché non ho mai neanche provato a sciare. La montagna d'inverno per me non ha senso, fa solo molto freddo e la neve è bagnata. La montagna d'estate l'avevo provata un paio di volte, naturalmente beccando settimane di brutto tempo e trovando l'ennesima conferma di quanto canta Elio: "In montagna ci si rompe il cazzo". Ovvero si resta chiusi in albergo con un bambino di quattro anni a vedere e rivedere dvd dell'Uomo Ragno e Iron Man. Quest'estate però ho provato ad approcciare la montagna da un'angolazione diversa, quella del podista: una settimana all'Alpe di Siusi, sulle Dolomiti, meta anche di atleti professionisti che approfittano dell'altopiano a duemila metri per fare il pieno di globuli rossi. Un amico mi ha passato un libretto con tutti i percorsi, una dozzina, intitolati ai grandi della specialità (Cheruyo, Rothlin, Wangiru, Tergat) e adatti alle varie esigenze (facile, medio, difficile).

Il tempo, naturalmente, non è stato bello; ma diverse mezze giornate di sole mi hanno permesso di fare tre o quattro belle corse in quota. Ingenuamente pensavo che "altopiano" significasse alto e pianeggiante, in realtà sei continuamente in salita e in discesa. Senza contare che i percorsi sono segnalati male male e mi sono regolarmente perso. Nell'ultima corsa ho avuto momenti di disperazione (tre km in fila di dura salita, che non faccio mai) e momenti di esaltazione (la lunghissima discesa dal rifugio a Saltria, correndo nel sentiero di fianco a un torrente e senza incontrare praticamente nessuno). Quindici chilometri di meraviglia, pur senza bere un goccio d'acqua – ma in montagna non c'erano un sacco di sorgenti fresche e cristalline? - mi hanno comunque fatto capire perché tanta gente preferisce i trail alle corse in città. Tornato a Genova, ho sentito i benefici dell'altura ma anche lo choc di ritrovare un caldo africano.

In ogni caso agosto si chiude con 122 chilometri percorsi, ottimo risultato che porta a 840 il parziale della mia corsa virtuale tra Camogli e Barcellona. Sono entrato in Spagna, ho aggirato Girona e sono a 159 chilometri dalla mia meta, la chiesa di Santa Maria del Mar. Dove conto di incontrare il commissario Luciani e chiedergli che intenzioni ha per il futuro. 

 
Caron dimonio
giovedý 30 luglio 2015

Lo sforzo sostenuto nella Maratona di Stoccolma, e l'arrivo del malefico Caronte con temperature africane, hanno fatto precipitare il numero e la qualità dei miei allenamenti. Giugno e luglio hanno portato in dote la miseria di 91 chilometri, ma tutto sommato va bene così: la frustrazione di non poter correre ha aumentato la mia voglia di riscatto, e ad agosto conto di recuperare parte del terreno perduto. Anche perché il mio obiettivo per il 2015 resta quello di completare la corsa virtuale da Camogli a Barcellona, 999 chilometri, e una volta arrivato alla cattedrale di Santa Maria del Mar decidere una volta per tutte il destino del commissario Luciani. Trasferendo i chilometri percorsi dal dashboard del tomtom alla cartina d'Europa, mi trovo ormai in vista di Narbonne: non manca molto per completare la Francia, e una volta in Spagna vedrò il traguardo vicino. Chilometri corsi 718, chilometri da correre 281. Ad maiora. 

 
La Maratona, finalmente
venerdý 05 giugno 2015

Il ritiro al 37° chilometro della Maratona di New York mi aveva lasciato, qualche anno fa, un certo amaro in bocca. Oltre al malessere che mi aveva costretto a fermarmi, mi ero ritirato essenzialmente per due motivi: non poter fare il tempo che mi ero prefissato, sotto le quattro ore; e il fastidio per il baraccone newyorchese, troppa gente, troppa scomodità, sveglia all'alba e trasferimento con pullman dall'altra parte della città, sempre intruppati come un parco buoi dal ritiro pettorale all'arrivo.

Tutt'altra atmosfera a Stoccolma, dove ho deciso di tentare la Maratona anche se non avevo mai fatto più di 30 chilometri di "lungo". Questa volta sono partito con umiltà, deciso semplicemente a concluderla, e quando ho trovato il "muro" al chilometro 32 mi sono fermato a rifiatare, ho camminato un po', sono ripartito per poi fermarmi ancora al 36, e ripartire. Ho chiuso in 4 ore e 24', certo parecchio tempo, ma sono  comunque soddisfatto anche perché la giornata è stata da tregenda (freddo, pioggia, vento implacabile). Ora ho la mia bella medaglia e una Maratona in più nel libro dei ricordi, oltre alla voglia di tentarne presto un'altra. A proposito, i 163 chilometri percorsi nel mese di maggio hanno dato una bella spinta alla mia corsa virtuale da Camogli a Barcellona, sulle tracce del commissario Luciani: sono arrivato a 627 chilometri, quindi in pratica tra Montpellier e Béziers. Per arrivare a 999 km ne mancano 372. 

 
A Marsiglia, virtualmente
mercoledý 06 maggio 2015
Il mese di aprile mi ha portato in dote un buon numero di chilometri percorsi, 142. Nel mio viaggio virtuale di corsa da Camogli, Villa Patrizia, a Barcellona, Iglesia di Santa Maria del Mar, sono già arrivato a Marsiglia. Niente male. Ho percorso finora 464 chilometri, me ne mancano 535 per arrivare ai fatidici 999. Mentre finora avevo (sempre virtualmente) percorso strade conosciute, a Marsiglia non sono mai stato. Chissà che non ci sia un giorno l'occasione di andarci per una Mezza maratona vera. A proposito, ad aprile una Mezza l'ho corsa in casa, a Genova, ed è stata come sempre bellissima per clima, panorama, partecipazione. Ho anche centrato il mio personale, dunque cosa potevo chiedere di più? Avanti verso Barcellona quindi, dove spero di rintracciare il commissario Luciani e chiedergli che intenzioni ha per il futuro. Chilometri percorsi 464, ne mancano 535.
 
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