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Un necrologio su Ronaldinho
sabato 19 luglio 2008
Mio papà, da buon genovese, non si perde un necrologio e l'altro giorno me ne ha segnalato uno meraviglioso sul "Corriere della Sera". Ne ho ricavato un breve fogliettone per il "Secolo". E' la dimostrazione che Ronaldinho porta davvero allegria, anche in una famiglia appena colpita da un lutto.   
 
Il flashforward di Lost
martedì 15 luglio 2008

Terminata la quarta stagione di Lost, si riparte subito per fortuna con Grey’s Anatomy. Lexie Gray, che mi ha stregato fin dalla sua prima apparizione, si avvia  a diventare la protagonista assoluta. Ho invece lasciato perdere Prison Break, disgustato dalla violenza gratuita, e guardo solo ogni tanto Ugly Betty. In attesa naturalmente della seconda stagione di Heroes e rimpiangendo la fine prematura di Six Degrees, che nessuno ha visto ma che a me non dispiaceva. Queste serie oltre a intrattenere e  divertire  possono insegnare tanto a noi scrittori: in particolare sono affascinato dall’uso del flashforward fatto in Lost. E’ pazzesco. Geniale. In teoria, dovrebbe scoraggiare l’ascoltatore dal continuare a seguire una vicenda di cui sa già la fine, ma realizzato così fa venire ancora più voglia di capire come si arriva a quel punto. Mi sto chiedendo da un po’ come si possano sfruttare bene in letteratura opportunità di questo tipo. Nel “Vicolo delle cause perse” ho usato il flashback spero con buoni risultati, ma il flashforward è molto più complicato. Nel telefilm basta un’immagine a orientarti, mentre in letteratura si rischia di dover ogni volta rispiegare dove – e a che punto – siamo, rendendo il tutto troppo didascalico. E’ comunque una bella sfida, che vale la pena di raccogliere.

 

 
Libri e vacanze
lunedì 14 luglio 2008

Un tempo partivo per le vacanze con una piccola borsa di vestiti e quattro o cinque libri. Io e Marta ci piazzavamo in una spiaggia greca deserta e al ritorno eravamo abbronzatissimi e molto più colti. All’epoca riuscivo a leggere capolavori che magari mi ero perso (Dumas, Hugo, Dostoevski, Steinbeck, Hemingway) ma anche a tenermi aggiornato sulle nuove uscite (King, Eco, Cunningham, Montalban); nel corso dell’anno arrivavo tranquillamente a 50 libri, calcolando solo quelli letti da cima a fondo (gli altri non valgono per la classifica). Dopo la nascita di Leonardo, nel 2003, la mia media-libri è crollata e anche le vacanze sono diventate molto diverse. Ma non per questo ho rinunciato a mischiare classici  (Andersen, Grimm) e moderni (Giulio Coniglio, Topo Tip). Attualmente sono un discreto esperto di gormiti e power rangers, ma finalmente cresce la passione del pargolo per Spiderman.

Il bilancio della recente vacanza in Valtellina è di cinque giorni di pioggia su sette, nel corso dei quali ho visto almeno quattro dvd di Supereroi e sono riuscito a leggere due libri interessanti: uno è “Sette uomini d’oro” di Lorenzo Licalzi, che mi ha fatto ridere,  e l’altro “Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi, che mi ha fatto piangere. Di Licalzi sono amico, è un tipo ironico che non si prende troppo sul serio; quando leggo un suo libro me lo godo il doppio perché mi sembra di averlo vicino con la sua faccia furbetta; ha un grande senso dell’umorismo ma sa cimentarsi anche con gli aspetti “seri” della vita; per esempio “Che cosa ti aspetti da me?”, che mischia i due registri, è secondo me il suo libro più bello. Questo “Sette uomini d’oro” mi ha ricordato molte cose della mia adolescenza che avevo rimosso; piacerà alla generazione  dei 45-55enni, è una specie di racconto picaresco moderno in cui tre amici dell’entroterra genovese hanno l’occasione di mettere a segno il colpo della vita. La morale, totalmente condivisibile, è: mai rinnegare i sogni di gioventù. Quanto a Calabresi, non lo conosco personalmente ma seguo i suoi pezzi dall’America per “Repubblica”: sono quasi sempre originali, oltreché ben scritti. Il suo libro, specialmente nei primi capitoli che raccontano dell’uccisione del padre commissario, colpisce al cuore. Dà voce alle vittime dei terroristi, per tanti anni dimenticate dallo Stato ma anche dall’intellighentia, che preferisce continuare a coccolare gli assassini e i cattivi maestri.     

 
Deutschland uber alles
venerdì 27 giugno 2008
Oggi, con la mia casa editrice tedesca Aufbau Verlag, abbiamo fissato le date di una  tournée in Germania per presentare “Kein Schlaf fur Commissario Luciani” ovvero “Il vicolo delle cause perse”, il mio secondo giallo tradotto in tedesco. Il primo è andato molto bene e anche questo sembra indirizzato nel modo giusto. Così il 15 settembre sarò in una scuola italo-tedesca a Wolfsburg, il 16 in libreria a Berlino, il 17 in libreria ad Hannover, il 18 ancora in libreria a Hildesheim, il 19 a Bonen, in montagna, dove si svolge un festival molto importante, “Mord am Hellweg”, dedicato ai giallisti europei. Il 20 cena letteraria a Francoforte (per fortuna non sono anoressico come Marco Luciani), dove spero di incastrare anche l’ultimo appuntamento con gli studenti della Scuola Europea. Temo che tra incontri e spostamenti non mi resterà molto tempo per visitare le città, in pratica sarà come un nuovo Inter-Rail. Ma vale sicuramente la pena di conoscere i miei lettori tedeschi che ogni tanto mi mandano email molto simpatiche, chiedendomi autografi come se fossi una star di Hollywood. Che dire? Bisognerà che studi un po’ di tedesco... intanto mando in italiano un pensiero riconoscente ad Amelie e Imke, che hanno lavorato tanto per me!
 
Il blog del suicida
martedì 17 giugno 2008
Da qualche giorno, grazie a una segnalazione dell’amico Franco Zaio, il cui blog vi consiglio sempre e comunque, seguo un altro blog un po’ particolare, quello di Alessandro il Suicida. E’ il diario di un tipo, suppongo giovane, che spiega come e perché si ucciderà il giorno dopo la laurea, verso la metà di luglio. La prima volta che l’ho letto mi sono allarmato e stavo per scrivergli un lungo post, ma nei giorni successivi ho avuto la sensazione sempre più netta che si tratti di una sorta di gioco letterario, o di sfogo. Soprattutto perché Alessandro semina indizi su località, amici, abitudini, quasi volesse essere individuato. Grido d’allarme, richiesta di aiuto o di attenzione, millanteria? Sinceramente non lo so, così come non so se sia meglio ignorarlo, dargli corda, insultarlo, provare a convincerlo a non farlo. Mi auguro che Alessandro non faccia sul serio, ma se qualcuno di voi ha le idee più chiare lo invito a visitare il suo blog.    
 
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