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Passi e parole
lunedý 11 luglio 2011
Ho deciso di portare avanti in parallelo due progetti ambiziosi: scrivere un libro e correre una maratona. Non dico niente di nuovo osservando che si tratta di due attività molto simili, che richiedono disciplina, costanza, e tantissimo lavoro. Non so se una domenica mattina di luglio è più difficile restare chiusi in casa a scrivere, quando gli altri vanno al mare, o uscire a correre con trenta gradi, quando gli altri vanno in piscina (ma per mia fortuna andare al mare o in piscina alla domenica mattina non mi attira granché, mentre al martedì sarebbe un’altra storia). Per completare il libro con buone chance di pubblicarlo devo scrivere almeno centomila parole, meglio centoventimila perché poi lo so che taglio parecchio. Per arrivare alla maratona di New York con buone chance di concluderla decentemente dovrei correre 30-40 chilometri alla settimana da qui a novembre. E solo a sentirlo mi passa la voglia. Ma vabbè, gli inizi sono sempre in salita, e ogni viaggio podistico o letterario comincia con il primo passo.
 
Correte, la "Cacciatrice" Ŕ gratis!
martedý 05 luglio 2011
D'accordo col mio editore Piemme, abbiamo deciso di dare la possibilità di scaricare gratuitamente "La cacciatrice di teste". L'App per iPad e iPhone è disponibile a questo indirizzo: http://itunes.apple.com/it/app/linea-rossa/id446366035?mt=8 Anche se personalmente resto affezionato alla carta, mi fa piacere che tutti possano leggerlo più facilmente e portarlo con sé al fine di estrarne citazioni dotte (ah, ah). In ogni caso un po' di pubblicità non mi farà male, anche a costo di rimetterci qualche euro... 
 
Battisti, summum ius summa iniuria
venerdý 10 giugno 2011
La liberazione di Cesare Battisti ha suscitato reazioni unanimi di sdegno. Un pericoloso pensiero unico che accomuna il Capo dello Stato, gli intellettuali di sinistra e quelli di destra. Siccome non credo che il Brasile sia una repubblica delle banane (lo siamo di più noi), qualche ragione giuridica dovranno pure averla. Confesso che non ho letto tutti gli articoli al riguardo, ma alla fine ne ho letto uno che – appunto perché si limitava a mettere da parte le emozioni e a vedere la cosa solo dal punto di vista del diritto – mi ha convinto più degli altri. In sostanza, e semplificando molto: Cesare Battisti era probabilmente un criminale comune che si nascondeva dietro motivazioni ideologiche per rapinare e uccidere. Ma all’epoca non venne processato come criminale comune, con procedure e processi comuni; venne processato come terrorista, con leggi e tribunali speciali. Quelle leggi erano state giudicate antidemocratiche e illiberali da fior di democrazie (la Francia per esempio), un po’ come oggi noi giudichiamo una porcata Guantanamo e le torture, senza per questo dire che i terroristi di Al Qaida non meritino la galera. Insomma Battisti venne condannato in base a leggi sbagliate, e per questo la Francia rifiutò la sua estradizione. Di recente ha cambiato idea, per motivi politici che però in una questione giuridica non dovrebbero entrare. Ora l’Italia rivuole Battisti sostenendo che non era un terrorista ma un criminale comune. Okay, io l’ho sempre saputo, ma l’Italia (e tanti intellettualoidi dell’epoca) no. E siccome una persona non si può processare due volte per lo stesso reato, il processo che resta valido è quello. La Giustizia a volte è ingiusta, ma non può farsi condizionare dal momento politico. Se Battisti è libero è per colpa delle leggi speciali italiane, non del povero Brasile che non c’entra niente. Detto questo, non sopporto né Battisti né i suoi amici, non ho mai letto un suo libro e mai lo leggerò. Ma certi articoli dei benpensanti mi sembrano le urla di chi cerca di far tacere la propria coscienza sporca. “La Russia porta la pace” disse qualcuno a proposito dell’invasione in Ungheria del ’56. E’ lo stesso che oggi, come un bambino dell’asilo, manda a dire a Lula “Non sono più tuo amico”
 
Cartoline da Torino
venerdý 13 maggio 2011
Se per caso passate al Salone del Libro di Torino, dove io quest'anno non riesco ad andare, mandatemi una cartolina. Anzi compilate quella che trovate nello stand della Città di Alassio (n° T. 56. Pad. 3) e votate per "La cacciatrice di teste". Entrare in finale, specialmente attraverso il voto dei lettori, sarebbe fantastico ;-)
 
Lakers & Samp al tramonto
sabato 07 maggio 2011

Ci sono stagioni indimenticabili, come il 1982, con il secondo titolo di Magic & Kareem e la promozione in A della Sampdoria. O come il 1985 e il 1988, altro anello per i Lakers e Coppa Italia per la Samp. L’anno scorso è stato strepitoso, Lakers campioni (4-3 su Boston, il massimo!) e Sampdoria qualificata ai preliminari di Champions. Beh, quest’anno le sto pagando tutte. E alla vigilia di un derby che rischia di essere storico in senso negativo, soffro soprattutto per le assurde sconfitte di Los Angeles contro Dallas, squadra discreta ma davvero niente di speciale. Non avevo mai visto i Lakers perdere così partite già vinte, se non contro Boston; Gasol spaurito e distrutto da Nowitzki, Kobe Bryant timido e come sempre pessimo nelle scelte e nei tiri decisivi, e poi anche Phil Jackson che perde il controllo della partita, non mette Bynum in marcatura sul tedesco, fa giocare gente come Barnes e Blake dopo aver lasciato andare (ma perché?) un Farmar che a me piaceva tantissimo. Insomma siamo stanchi, svuotati, in una parola: vecchi. E non solo noi. Fuori San Antonio, quasi fuori Boston, mentre salgono squadre più giovani e affamate: l’odiosa Miami, Chicago, e Oklahoma per la quale a questo punto farò il tifo perché Durant è uno dei più grandi giocatori che ho mai visto. Mi sa che a fine stagione, tra una o due partite, Jackson lascerà, Fischer anche e qualcosa dovrà cambiare. Per Durant a Los Angeles farei follie, gli darei subito Kobe, Odom e pure Maccarone e Biabiany.

 

 
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