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Gli aiutini di Rachida
sabato 08 febbraio 2014
Da un paio di anni sono totalmente schiavo di Masterchef. E’ incredibile come un programma di cucina, in cui non puoi sentire odori né assaggiare i piatti, riesca a coinvolgerti e a tenerti incollato davanti alla tv. Per me il fascino del programma, più che nei piatti, sta nel meccanismo del reality a eliminazione e nelle interazioni tra concorrenti (in questo caso, anche tra concorrenti e giudici). I reality mi hanno insegnato un paio di cose: una già la sapevo, ed è che i maschi fanno gruppo molto più facilmente delle donne, che in genere cominciano subito a litigare tra loro. La seconda è che per vincere non devi fare squadra, ma stare per conto tuo (non passivamente, ma combattendo gli altri). continua
 
Macelleria messicana
venerd́ 31 gennaio 2014
C'era una volta un macellaio che aveva il negozio nel centro di una bella città. La sua macelleria era antica e rinomata, con un buon giro di clienti. Un giorno però, notando che la crisi stava riducendo sempre di più il suo giro d'affari, il macellaio ebbe un'idea: in un angolo del negozio mise un garzone a fabbricare e distribuire hamburger gratuiti, a scopo promozionale. Erano fatti con gli scarti della carne, ma comunque abbastanza buoni, e la gente apprezzò l'iniziativa. I vecchi clienti entravano, prendevano l'hambuger gratis, e poi compravano la solita carne, magari giusto un pochino meno. Qualche faccia mai vista prendeva solo l'hamburger, con un po' di vergogna, ma erano per lo più giovani squattrinati che un giorno, chissà, sarebbero diventati buoni clienti. leggi tutto
 
Un voto per lo Scerbanenco
venerd́ 15 novembre 2013

Sui premi letterari in Italia tutti hanno già scritto tutto, e non ho considerazioni illuminanti da aggiungere. Se non che ci sono premi che mi sono sempre piaciuti poco, e altri che mi hanno sempre attirato moltissimo. Nella seconda categoria rientra il Premio intitolato a Giorgio Scerbanenco, maestro di tanti giallisti italiani. Quest'anno "L'enigma di Leonardo" è tra i candidati, e già questo è un bel riconoscimento per uno come me che era partito con l'idea di scrivere un giallo, e ha finito per scriverne quattro; ma sempre con l'ambizione che i lettori li considerassero romanzi, e non solo esercitazioni di genere. La bellezza del Premio Scerbanenco sta anche nel fatto che a fare la prima selezione sono i lettori, e che le maglie del voto sono molto strette: occorre registrarsi, perdere qualche minuto, e vale il principio "un nome, un voto". Insomma è più difficile organizzare plebisciti on line. Per votare c'è ancora una settimana di tempo. Da parte mia posso proporvi un voto di scambio: voi mi fate entrare in cinquina, e in cambio io faccio cinquina con un nuovo libro del commissario Luciani. Sperando che la consideriate una promessa e non una minaccia... ah, per votare il link è qui

 
662 libri in 20 anni
domenica 10 novembre 2013
Seicentosessantadue libri in vent’anni. Non sono un maniaco delle liste alla Nick Hornby, ma una, appunto quella dei libri letti, sono riuscito a tenerla aggiornata per tutto questo tempo. E nei giorni scorsi mi sono divertito a contarli e a rileggere i titoli. Aldilà dello sconcerto nel trovare libri che mai e poi mai credevo di avere letto, e di cui non ricordo una riga, ne ho ricavato qualche considerazione che forse può interessare non soltanto me... continua
 
Letta e Marzorati
luned́ 04 novembre 2013

Dite quello che volete, ma a me Enrico Letta piace. Già mi era simpatico perché aveva detto di essere un fan del Subbuteo, ora ho scoperto che da ragazzo il suo idolo era Marzorati (e Kurt Rambis dei Lakers, perché come lui doveva giocare a basket con gli occhiali). Praticamente siamo gemelli, anche se il premier ha 5 centimetri più di me, e un anno di meno. Okay, sono poco più che curiosità, ma come ha detto bene nel suo ultimo libro "Basta piangere!" Aldo Cazzullo, un altro del '66, sarebbe ora che la nostra generazione di individualisti facesse gruppo, si desse una mano e nel contempo la desse al Paese. I valori li abbiamo, e non sono soltanto il Subbuteo e il basket. Non siamo ideologici a priori, abbiamo visto la semi-povertà e il terrorismo degli Anni 70, l'ubriacatura degli Anni 80, la crisi economica cominciata con la caduta del Muro e Tangentopoli. Abbiamo studiato, viaggiato, allargato la mente. Possiamo affrontare i prossimi due decenni meglio della generazione dei Berlusconi, dei Prodi e dei Monti. Letta sembrerà pure un prete, ma dopo tanto becerume e urla non mi dispiace sentire uno che parla in modo pacato. Magari lo fa perché ha qualcosa da dire. E comunque uno che ha come idolo Marzorati ha, o dovrebbe avere, rigore, fantasia, visione di gioco, cultura del lavoro ben fatto. L'Italia, o almeno una parte dell'Italia, una volta era così. Non credo che sia scomparsa del tutto.   

 
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