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Kaisa come Pistorius
venerdý 27 luglio 2007
La vicenda di Pistorius, l'atleta che corre con le protesi al carbonio e che non può confrontarsi con gli atleti "normali", è estremamente interessante. Grazie ai progressi di medicina e tecnologia, l'handicap può diventare addirittura un vantaggio, una sorta di doping. Ne ho parlato con Kaisa Leka, fumettista finlandese di 29 anni che anni fa ha scelto di farsi amputare entrambi i piedi, perché l'artrite la faceva impazzire. Ora vive una vita normale, ha scritto un bellissimo fumetto sulla sua esperienza e mi ha detto cose molto intelligenti. Ecco l'articolo
 
Appuntamenti estivi
martedý 17 luglio 2007
Ho  cominciato a fissare qualche appuntamento per le presentazioni dei miei libri. Il 30 luglio alle 21 sarò alla Spezia, al Castello di San Giorgio, per parlare di "Liguri" (Edizioni Sonda), la guida umoristica sui nostri difetti uscita nel lontano 1996 ma che continuo ad aggiornare. Il 4 agosto alle 21 sarò sul lungomare di Lavagna, allo stand della libreria Fieschi, per presentare "Il vicolo delle cause perse" (Piemme), appena uscito, di cui parlerò anche la sera del 7 agosto sulla terrazza del ristorante Rosa, a Camogli. Il 14 agosto alle 17 sarò al Forte di Fenestrelle, in Val di Susa, sempre per "Il vicolo delle cause perse". Se si aggiungeranno altre date, vi aggiornerò.
 
Il fascino di Pontremoli
martedý 17 luglio 2007
Bella serata domenica per la finale del Premio Bancarella, dove ero stato due volte l'anno scorso per "Domenica nera" e dove sono tornato per parlare del libro di Anthony Flacco "La danzatrice bambina". La piazza di Pontremoli è sempre piena, l'amore e l'entusiasmo per i libri coinvolgono davvero tutti, e per uno scrittore parlare davanti a sette-ottocento persone che lo stanno pure a sentire è decisamente gratificante. Flacco è arrivato ultimo ma può consolarsi perché, all'interno della sestina, è quello che ultimamente ha venduto di più. Mi è sembrata giusta comunque la vittoria di Schazting, "Il diavolo nella cattedrale", peccato solo che lui fosse assente e che il distacco sugli altri sia stato troppo netto. 
 
Ammaniti mi Strega
mercoledý 11 luglio 2007
Secondo me, Niccolò Ammaniti è il migliore scrittore italiano della sua (e quindi della mia) generazione ed è pure - cosa rara - un ragazzo simpatico che non si sente chissà chi. Merita il Premio Strega e anche se il suo ultimo non fosse il migliore libro che ha scritto (non l'ho ancora letto, confesso, ma lo farò), bastano "Ti prendo e ti porto via" e  "Io non ho paura"  per  dargli un premio alla carriera come lo Strega spesso è. Peccato invece che sia deciso a tavolino mesi prima, ma questo è un altro discorso. Leggendo le discussioni in corso sui giornali mi scoccia che critici sussiegosi continuino a definire Ammaniti "cannibale": anche i sopravvissuti  delle Ande, appena possibile, sono tornati a una dieta bilanciata. E Ammaniti è da molti anni felicemente onnivoro.
 
"La lunga" di Perrone
giovedý 05 luglio 2007
Non avevo nessuna intenzione di leggere l'ennesimo libro sui giornalisti scritto da un giornalista, così quando è uscito ho snobbato "La lunga" di Roberto Perrone (Garzanti). Neppure l'entusiasmo di D'Orrico, che di solito mi coinvolge, mi ha fatto cambiare idea. Ma alla fine le segnalazioni di amici e conoscenti sono aumentate talmente, il passaparola si è fatto così intenso che ho deciso di provare. Ebbene, il libro di Perrone è un gioiellino. Davvero delizioso. Entro anch'io nel passaparola e lo consiglio, in particolare a chi non è ossessionato dalla carriera e vorrebbe tornare a vivere a ritmi un po' più umani. Cosa che in tanti dicono, e in pochi hanno il coraggio di fare. E' la storia di un giornalista sportivo che sta per andare in pensione, e si trova ad affrontare il mobbing del suo capo e a rivivere una bella storia di tanti anni prima. Leggetela!
 
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