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I raccoglitori di tappi
venerdì 11 settembre 2009
Siete anche voi tra quelli che raccolgono i tappi di plastica delle bottigliette? Quelli che poi serviranno a dissetare l'Africa o a regalare carrozzelle ai disabili? L'intera vicenda è affascinante e tutto sommato paradossale, come ho spiegato in questo articolo uscito sul Secolo XIX. Un consiglio: se volete ridurre l'inquinamento e fare del bene, bevete acqua di rubinetto.  
 
Complimenti! Sei il visitatore numero 10 mila
venerdì 04 settembre 2009
Il contatore del mio sito ha superato ieri quota diecimila. Per me è un grande successo, ho aperto questo spazio poco più di due anni fa per fare da vetrina ai miei libri e ogni tanto, meno spesso di quanto vorrei, scrivo un commento, metto un link a un articolo, o butto giù una cosa che mi passa per la testa. Non è un blog, non riuscirei a seguirlo con la dovuta regolarità, ma ricevo email che mi fanno davvero molto piacere. Comunque, per festeggiare il traguardo dei diecimila visitatori ho deciso di inviare un mio libro con dedica ai primi cinque lettori che me lo chiederanno. Quale libro? Voi fate una richiesta, in base a quelli che vi mancano o che volete regalare a un amico. E se me ne è rimasta una copia sarete accontentati.
 
Comunisti comunisti comunisti
lunedì 31 agosto 2009
La prima volta che sono stato in Ungheria, e in generale nei Paesi dell’Est, era il 1986. Di lì a qualche anno il Muro sarebbe caduto, ma io non me lo immaginavo di certo. Di Budapest mi colpirono soprattutto due cose: la prima era la quantità impressionante di baracchini con scritto Toto-Lotto, ce n’era uno ogni venti metri e mi fece pensare che fosse un chiaro segno di disperazione della gente, che viveva male e sognava la vittoria alla lotteria come unica possibile via di fuga. La seconda cosa che mi colpì erano le ragazze, bellissime, ben vestite, ben truccate, e molto disponibili con gli stranieri, soprattutto quelli danarosi. Anche qui l’analisi era semplice: cercavano qualcuno che pagasse loro una cena, o un mese di affitto; le più ambiziose speravano di farsi sposare e scappare via. Un’altra cosa che mi fece riflettere era la quantità enorme di camerieri: quando andavamo all’Apostolok, un bel ristorante che costava come da noi il Mc Donald’s, avevamo cinque camerieri solo per il nostro tavolo. Assurdo, ma evidentemente lo Stato voleva assicurare a tutti un lavoro e una casa, magari modesta come quella dove eravamo ospitati. Tornai in Italia molto molto contento di essere nato nel mondo occidentale, perché era evidente che il sogno del comunismo aveva creato solo miseria e mancanza di libertà.
Poco più di venti anni dopo, mi sorprendo a pensare sempre più spesso che oggi siamo noi l’Ungheria. Un Paese che punta tutto sul SuperEnalotto, e dove le ragazze considerano vantaggioso o comunque inevitabile dare sesso in cambio di una ricarica di cellulare, un’apparizione in tv o una candidatura all’Europarlamento. Un Paese impoverito e triste, senza speranza, greggificato, dove i giornalisti censurano le notizie e dove gli omosessuali vengono aggrediti e schedati. Siamo diventati il Paeese comunista da cui Berlusconi voleva salvarci. Con la differenza che qui un lavoro e una casa per tutti restano un diritto mai realizzato. 
 
Due di bue
martedì 18 agosto 2009
L’estate ha scavalcato Ferragosto e le mie ferie sono già finite. Al rientro a casa ho trovato ad attendermi una bella sorpresa: i pomodori che ho provato a coltivare in terrazzo sono maturati. Erano due soli e piccoletti, tipo mini cuori di bue, ci sono uscite giusto due bruschette ma naturalmente non ne ho mai mangiate di così buone. Il pesto col “mio” basilico l’avevo già fatto, ora coltivo salvia, rosmarino, peperoncini e aspetto che l’albero di limoni, fiorito in modo spettacolare, faccia il suo dovere. Oltre a quella tipica (e modaiola) per l’orto e la cucina tipica regionale sento anche una crescente attrazione per la pesca, controllo più spesso i necrologi sul giornale e comincio a fare i conti se mi convenga o meno, ai fini della pensione, riscattare la laurea. E’ evidente che sto invecchiando, vi chiedo di essere comprensivi ma mi raccomando: il giorno in cui dovessi cominciare a giocare a bocce, abbattetemi senza pietà.
 
L'estinzione dei portinai
giovedì 06 agosto 2009
I portinai stanno scomparendo, in Italia come all'estero. Non è una novità, ma lo confermano le cifre di una ricerca fatta nei giorni scorsi: 20% di portinerie in meno in tre anni a Genova, mentre solo a Roma resiste il ruolo nel quale recitarono grandissimi come Totò e Aldo Fabrizi. Per il mio giornale ho pubblicato una sorta di fenomenologia del portinaio, animale in via di estinzione che forse rimpiangeremo, o forse no.  
 
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