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Non sparate agli sciacalli
martedė 19 gennaio 2010
Il terremoto ad Haiti ha mostrato immagini drammatiche. Ma in mezzo a tanta morte e distruzione, quello che mi ha colpito di più sono le foto degli "sciacalli" uccisi dalla polizia. Si continua a parlare di saccheggi, di gente che va a"rubare" la roba nei supermercati, ma io mi domando: ci sono milioni di persone col culo per terra, senza niente da bere né da mangiare, e ci sono tonnellate di cibo seppellite tra le macerie di negozi crollati. Perché uno non può andarsele a prendere? Perché deve aspettare che attraversino l'oceano i sacchi di riso inviati dalle onlus? Che poi, come sempre, restano a marcire sulla pista dell'aeroporto visto che nessuno riesce a portarli a chi ne ha bisogno. Sciacalli, sciacalli, sciacalli. Facile riempirsi la bocca di disprezzo, quando si è già riempita di pastasciutta. In casi di emergenza come questi, tutti dovrebbero poter prendere tutto (intendo viveri, non certo oro o televisori) e poi i proprietari dei negozi saranno semmai riborsati con la roba spedita dagli altri Paesi. Invece leggo di farmacie che non sono danneggiate ma restano sprangate per non essere prese d'assalto. E se invece degli sciacalli si linciassero i proprietari?
 
Male non fare, paura non avere
venerdė 08 gennaio 2010

<Non abbiate paura>, diceva Giovanni Paolo II ed è una frase che mi torna in mente spesso. Viviamo condizionati dalla paura e dagli allarmi continui, e lo scopo lo spiegava anni fa il cantante Marilyn Manson in un’intervista a Michael Moore. Anche quella la rievoco spesso, mi fa sorridere che il Papa e un mezzo “Satana” siano d’accordo su questo punto. I governi ci spaventano per controllarci meglio e per spingerci a consumare, ad acquistare cose di cui non abbiamo bisogno. Il penultimo esempio sono i vaccini contro l’influenza A, una bufala clamorosa che ci costerà milioni di euro. In Italia naturalmente siamo andati dietro come pecore agli imput delle case farmaceutiche; non c’è pericolo che qui un ministro faccia come il ministro della Sanità polacco Eva Kopacz, bravissima, che ha denunciato la megatruffa e rifiutato di acquistare i vaccini. L’ultimo esempio invece sono i body scanner che il nostro governo correrà ad acquistare a caro prezzo, macchine inutili e forse, come il vaccino, addirittura pericolose. Renderanno la vita più complicata a tutti noi e magari anche a qualche potenziale terrorista, ma serviranno solo a spostare il problema. Se il prossimo kamikaze deciderà di farsi saltare in aria su un treno o su un autobus cosa faremo, metteremo i body scanner nelle stazioni e alle fermate? La paura ci rende più poveri e più schiavi e rende qualcun altro più ricco e più potente. Non abbiate paura.

 
L'invidia degli dei
martedė 29 dicembre 2009
La felicità è cosa rara ed è consigliabile viverla con una certa prudenza, sottotraccia, senza vantarsene. Altrimenti si rischia di incappare nello fzonos ton theòn, l’invidia degli dei. Al liceo ce ne parlavano spesso e mi è tornata in mente oggi, leggendo sul Daily Mail quanto accaduto a Ben Southall, il superfortunato inglese che si era aggiudicato “il lavoro più bello del mondo”: guardiano dell’isola di Hamilton, sulla barriera corallina australiana, con uno stipendio di 70 mila sterline per sei mesi e l’unica incombenza di osservare il passaggio delle balene, dar da mangiare alle tartarughe e tenere aggiornato il blog sulla sua esperienza. La trovata del ministero del Turismo, quella di mettere on line l’offerta di lavoro, era stata geniale: enorme pubblicità gratuita e 35 mila candidati, tra i quali era stato scelto proprio Ben. Nei giorni scorsi, però, il 34enne inglese ha conosciuto l’invidia degli dei (o il rito voodoo degli sconfitti): mentre faceva un giro sulla moto d’acqua è stato punto da una piccola medusa velenosissima, la irukandji, e per poco non ci ha lasciato la pelle. Ci ha così ricordato che anche in Paradiso bisogna stare attenti al morso del Serpente. Mi resta peraltro un piccolo dubbio: che Ben, il cui contratto sta per scadere, abbia cercato di spaventare il suo successore e restare ancora un po’ con le sue amiche tartarughe. 
 
Spingitori di talebani
giovedė 26 novembre 2009
Ogni giorno leggiamo dell'estrema necessità di mandare in Afghanistan dei soldati che possano "addestrare" gli afghani. La formula è ormai presa per buona ma io mi domando: è davvero necessario addestrare gente che è in guerra costante da almeno trent'anni, e che fin da piccola cresce con il kalashnikov in mano? I casi sono due: o i nostri addestrano i pochi afghani che non sanno usare un'arma, e non mi sembra una grande idea. Oppure la storia dell'addestramento è una solenne balla e quello che stiamo facendo è "arruolare" le bande di talebani "moderati" facendole combattere per conto del governo. Se un ribelle guadagna 100 dollari al mese per piazzare mine a bordo strada, gli Stati Uniti gliene offrono 300 per passare dalla loro parte. Gli afghani ci guadagnano, e gli Stati Uniti pure, perché un soldato Made in Usa gliene costa minimo 3.000. Ma nessuno può garantire che una volta intascato il denaro, gli afghani combattano dalla parte giusta. Forse gli "addestratori" servono proprio a quello, come i Reali Carabinieri che spingevano i soldati di leva fuori dalle trincee per mandarli all'assalto, pronti a sparare su chi tornava indietro.  
 
Riscaldamento globale? Sė grazie
lunedė 23 novembre 2009
Questo riscaldamento globale a me non dispiace per niente. A Genova ci sono 18-20 gradi, non ho bisogno di accendere la caldaia, esco con la giacchetta e le mie piantine di pomodoro sono tornate a produrre quattro esemplari (piccini...). Qual è il problema in tutto questo? Non saprei. Se in alcune parti del mondo avanza il deserto, in altre si scioglierà il permafrost e il terreno tornerà coltivabile. Dall'alba dei tempi l'uomo si è sempre spostato in cerca delle zone più vivibili, assecondando i cambiamenti climatici con storiche migrazioni. Ora invece siamo giunti alla somma presunzione di voler "fissare" l'attuale stato di cose come il migliore dei mondi possibili, e di voler piegare il clima alle nostre esigenze. Sono sempre più convinto che il riscaldamento globale sia in atto, ma non per "colpa" nostra. Invece di sprecare mostruose quantità di denaro per fermarlo, investiamole per aiutare quelle popolazioni che dovranno colonizzare la Groenlandia quando sarà finalmente tornata "Terra Verde". E almeno noi, privilegiati abitanti delle zone temperate, smettiamola di farci prendere in giro dal terrorismo dei catastrofisti.   
 
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