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Neda, una tragedia troppo perfetta
martedì 23 giugno 2009
Neda Agha Soltan, 26 anni, uccisa dalle milizie integraliste, è diventata il simbolo della “rivoluzione” in Iran. Il video della sua agonia è stato visto da milioni di persone su Youtube. Il fidanzato Caspian Makan, 37 anni, ha raccontato le circostanze della sua morte, del tutto casuale: era in auto con il maestro di musica, si è trovata imbottigliata nel traffico, è scesa per prendere aria ed è stata fulminata da un colpo di pistola. Storia terribile, commovente, che ha <spezzato il cuore> anche a Barack Obama. Ma perché c’è qualcosa che non mi torna? Perché il “senso di ragno” pizzica maledettamente? Forse sono solo uno stupido e cinico dietrologo, ma Neda mi sembra troppo bella, bella come un’attrice, ed è troppo perfetta anche la sua storia di ragazza che girava il mondo, faceva la guida turistica, era rispettosa della tradizione ma sognava un Iran <libero e democratico>. Il suo fidanzato fa il fotoreporter e conosce bene i meccanismi dell’informazione, ma forse è solo un caso. E nel video su Youtube sul viso di Neda si affollano in quattro, le mettono le mani sulla faccia, <per soccorrerla>. O per nasconderla? I funerali non sono stati fatti a Teheran, <le autorità non lo hanno permesso> dice la famiglia. Non lo so, forse sto delirando, nel caso chiedo scusa a tutti ma mi domando quante notizie che arrivano dall’Iran sono verificate, e quanta disinformazione è in corso da entrambe le parti. Guardo quel  video e mi vengono in mente le carrette di morti di Timisoara, quelli <uccisi dalla polizia di Ceausescu> durante la rivoluzione romena, mentre in realtà erano cadaveri presi alla Morgue. Un giorno forse sapremo la verità ma finché la situazione è questa, oggi, 23 giugno, non mi fido nemmeno di quello che vedo.  
 
Si fa un salto in Iran?
lunedì 22 giugno 2009
Testuale dall’Ansa di oggi, arrivata con le stellette che si riservano alle notizie urgenti e importanti.
ROMA, 22 GIU – “Rinviare, per il momento, viaggi non necessari in Iran” a causa dei disordini verificatisi dopo le elezioni del 12 giugno scorso. È quanto si legge nell'ultimo avviso particolare della Farnesina sull'Iran pubblicato sul sito viaggiare sicuri, nel quale il ministero conferma che è “assolutamente sconsigliato” recarsi nelle aree dell'Iran a ridosso delle frontiere con l'Iraq, l'Afghanistan ed il Pakistan (...)Si raccomanda inoltre di evitare le zone centrali della capitale Teheran e di allontanarsi da ogni forma di manifestazioni e di assembramenti di massa e di tenersi sempre informati sulla situazione locale, anche attraverso gli organi d'informazione internazionali monitorando gli eventuali possibili sviluppi nel Paese. Va esclusa inoltre - rileva l'avviso - la possibilità di svolgere in Iran attività di tipo giornalistico trovandosi nel Paese con visto turistico”.
Mi piacerebbe sapere quanta gente lavora alla Farnesina per monitorare i fattori di rischio dei vari Paesi e quanto è pagata. Mi offro per la metà dello stipendio e assicuro fin d’ora che sarò in grado di svolgere l’identico lavoro molto ma molto più tempestivamente. 
 
Squaw e puttanieri
giovedì 18 giugno 2009
Ogni volta dico che non c’è limite all’idiozia del politically correct. E ogni volta il limite si sposta un po’ più in là. Scrive il Wall Street Journal che a Stockton Springs, cittadina del Maine, si è deciso di cambiare nome a una stradina chiamata Squaw Point Road, perché “Squaw” è un termine considerato offensivo dagli indiani (scusate volevo dire dai pellerossa, scusate volevo dire dai nativi americani). Esattamente come “nigger” lo è per i neri (scusate volevo dire per le persone di colore, scusate volevo dire per gli afroamericani). Gli attivisti dei diritti degli indiani, o come diavolo vogliamo chiamarli, sostengono la tesi che “Squaw” significa “Vagina” e questo, oltre a farmi finalmente capire perché le squaw mi hanno sempre intrigato, è effettivamente poco simpatico. Per fortuna oggi nessun uomo considera più le donne come delle semplici vagine ambulanti, al limite come delle vagine volanti (meglio se su aerei di Stato). Se l’idea arriverà anche a Genova, vico Boccanegra diventerà  vico Boccadicolore e non so come reagiranno tutti i clienti che nel vicolo Boccanegra trovano a prezzo popolare esattamente quello che promette. Clienti che da oggi in poi non disprezzerò più ma guarderò con ammirazione, perché in fondo, come ha spiegato l’avvocato Ghedini, sono solo degli “Utilizzatori Finali”. Pensare di essere gli Utilizzatori Iniziali sarebbe indubbiamente molto ottimistico. Ora vado, che ho un appuntamento in “Mura dei fabbricanti di pentole di rame che non rapiscono bambini e non rubano nelle case”.
 
Statistiche e politici
lunedì 08 giugno 2009
Si sa che il giorno dopo le elezioni, i politici fanno a gara nel sostenere di avere vinto. Almeno i politici italiani. Le statistiche si prestano in effetti a molte interpretazioni: se l’avversario è cresciuto, si può dire che lo ha fatto meno del previsto,e lo stesso vale per il calo del proprio partito. Ci sono però casi di facciabronzismo che meritano di essere consegnati agli annali di internet. Il presidente della Regione Liguria (Pd) legge i seguenti dati definitivi: Pdl 34,4% (36,74% nel 2008), Pd 29,8% (37,58% nel 2008), Lega Nord 9,9% (6,84% nel 2008) e invece di dire che il Pdl ha scavalcato il Pd e la Lega è cresciuta ancora, così commenta: <I dati che emergono sono davvero interessanti e lasciano ben sperare sia a livello nazionale che per le regionali del prossimo anno in Liguria. La ruota ha ripreso a girare, è un momento buono per chi sa fare politica>. L’ex ministro dei Trasporti così prosegue: <Tutti davano per scontato il successo del Pdl, che invece perde 2,5 punti in un quadro europeo in cui la destra va molto bene. Inoltre la Lega non sembra giovarsi della forte crescita dei partiti antieuropeisti, non segue quel trend, anche se non perde tutto quello che perde il Pdl (sic!)>. E poi dice che uno si butta a destra…
 
I pronostici di Clerici
domenica 07 giugno 2009

Da grande appassionato di tennis adoro, da sempre, Gianni Clerici. Mi piacciono le sue telecronache, mi piacciono i suoi articoli, mi piacciono perfino le sue poesie. Poiché è uomo di genio, oltre che un vero signore sempre gentile e disponibile, gli si perdona volentieri il vezzo di scrivere ogni tanto pezzi totalmente slegati dalla cronaca. E gli si perdona anche di giudicare le giocatrici in base a criteri puramente estetici (anche io concordo sul fatto che un match Safina-Kutznesova è inguardabile, mentre un Ivanovic-Sharapova è godibilissimo; ciò non toglie che giochino allo stesso modo).

Oggi però Clerici mi ha sorpreso negativamente, e spiego perché: ricordavo che a inizio torneo aveva scritto che Federer non aveva chances, e io l’avevo preso come un ottimo auspicio perché aveva scritto la stessa identica cosa allo Us Open su Sampras, prima che vincesse lo Slam numero 14. Stai a vedere che porta buono a Roger, ho pensato. Mi aspettavo così, su Repubblica di oggi, che Clerici ironizzasse un po’ su di sé e sui suoi pronostici sbagliati, e invece che cosa trovo? La seguente frase: “L’avevo scritto all’inizio del torneo che Roger Federer avrebbe alfine vinto il Roland Garros che appariva stregato, e comunque disadatto al suo gioco di attaccante”. Ohibò, ho pensato facendo un salto sulla sedia, e quando mai lo ha scritto? Rapido controllo della raccolta ed ecco, il 30 maggio, l’articolo che ricordavo: “Mi avventuro in un pronostico su chi non vincerà questo torneo. Non sarà certo questo Federer dei poveri, sofferto ieri contro uno dei maggiori "perdidores" del circuito, Acasuso  (…). Sarà, molto probabilmente, Nadal, posto che la cronica tendinite che lo fa virilmente soffrire non finisca per sgambettarlo. In sua vece, la Sibilla non può che che immaginare quel fenomeno di Djokovic”.

Nel giro di due giorni exit Nadal, exit Djokovic, e “l’ex Federerissimo” ha messo il sigillo numero 14. Vabbè, al grande Gianni perdonerò anche questa piccola (?) bugia… 

 
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