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Palin, la tuttofare
lunedì 01 settembre 2008
Hillary Clinton non è riuscita a sfondare il “soffitto di cristallo” che impedisce a una donna di diventare presidente degli Stati Uniti. Barack Obama spera di sfondare quello che ha finora frenato i candidati non bianchi. Forse ce la farà, forse no, ma prima o poi credo che entrambi i soffitti andranno in frantumi. Quello più difficile da abbattere sarà invece il soffitto invisibile che impedisce a un single (bianco, nero, uomo o donna che sia) di diventare presidente. Anche quest’anno è stata impressionante, alla convention democratica, la quantità di mogli, figli, nipoti portati sul  palco per dimostrare non so bene cosa. Che un candidato è serio, affidabile, onesto perché ha famiglia? Mah… Mi ha poi molto colpito la candidatura a vicepresidente per i repubblicani di Sarah Palin: campionessa di basket, seconda a Miss Alaska, cacciatrice di alci, madre di cinque figli tra i 19 anni e i 4 mesi, di cui l’ultimo nato handicappato perché lei è contraria all’aborto, e nel tempo libero governatrice dell’Alaska. Se la Palin andrà alla Casa Bianca, la sua tata, quella che scuoia l’alce e lo cucina, pulisce il sedere ai bambini, prepara la cena al marito esploratore, eccetera eccetera, merita come minimo di diventare Imperatrice della Galassia.  
 
Il tubero di Bolt
venerdì 22 agosto 2008

L’Olimpiade cinese è quasi finita, e meno male. Ho esultato per qualche medaglia italiana, e mi sono goduto qualche partita di beach volley (lo so cosa pensate, ma ho visto anche il maschile), ma nel complesso mi è piaciuta davvero poco. Ora tutti esaltano Usain Bolt, tre medaglie d’oro e tre record del mondo, ma io proprio non posso fare a meno di pensare che magari, tra due anni o tre o dieci, un controllo antidoping lo metterà a terra e l’intera sua storia sportiva sarà cancellata, comprese queste medaglie. E’ già successo per Ben Jonhson, Marion Jones e tanti altri. Magari Bolt è pulitissimo e fa davvero 9’30’’ grazie alla sua dieta particolare: pollo e yam, un grande tubero che cresce in Giamaica (come no…), però ormai il sospetto c’è sempre, e non solo nell’atletica. Mi sa che uno davvero pulito era il povero schermidore Andrea Baldini, che hanno incastrato mettendogli qualcosa nell’acqua e si è perso ingiustamente l’Olimpiade per la quale si preparava da anni. Mi ha quasi commosso Schwazer, il  marciatore, che ci ha tenuto subito a precisare di essere onesto. Sono portato a credergli, anche se la sua disciplina proprio non la capisco, mi sembra una roba contro natura: costringere a camminare uno che potrebbe correre (e in effetti spesso lo fa). Perché allora non fare delle gare dei cento metri saltellando su un piede solo, o il nuoto con le mani legate dietro la schiena? La medaglia d’oro della delusione la do all’Italia del calcio, non per il risultato ma perché dopo avere implorato l’Olanda di essere onesta agli Europei, e di non fare il “biscotto”, i nostri eroi, quelli giovani, freschi, entusiasti, non ancora rovinati hanno fatto la supertorta con il Camerun. E giustamente sono poi stati subito eliminati.

In generale devo dire che gli italiani quando sono favoriti hanno grosse difficoltà a far rispettare il pronostico, specialmente nelle gare a squadre. Al contrario, se nessuno si aspetta niente riescono a esprimersi al meglio. E’ vero che l’underdog ha dei benefìci psicologici e meno pressione da affrontare, ma è anche vero che di solito i favoriti vincono, altrimenti i bookmakers sarebbero da tempo in rovina. Credo che il problema degli italiani sia che non sopportano le regole. Amano violarle e lo fanno anche quando rispettarle – ovvero confermare un pronostico - significherebbe vincere. 

 
Medaglie d'oro e facce di bronzo
domenica 17 agosto 2008

Forse sto solo diventando vecchio, e in questo mondo non mi trovo più tanto bene. Anche le Olimpiadi, che da bambino e da ragazzo seguivo minuto per minuto, ora non riescono più ad affascinarmi. In effetti faccio fatica a scegliere uno sport da seguire: in quelli individuali, in cui si lotta contro il cronometro, vince in genere chi si dopa di più; nei concorsi tipo ginnastica e tuffi e nei confronti tipo lotta, scherma, pugilato a decidere sono, come sempre, gli arbitri. Non è una novità di questa Olimpiade, anzi già da Seul la cosa si era fatta imbarazzante. Ma questa volta cinesi, sponsor e compagnia sono riusciti a superarsi; nei cento farfalla la vittoria di Cavic su Phelps si vedeva a occhio nudo, e le foto lo confermano: il serbo stava già per toccare mentre l’altro doveva ancora fare l’ultima bracciata. Invece, oro a Phelps: che doveva a tutti i costi (è il caso di dirlo, visti quanto sono stati pagati negli Usa diritti televisivi) vincerne otto. Ah, dimenticavo di dire che Phelps è da anni uomo immagine della Omega, che fornisce i cronometraggi in piscina. Di fronte al reclamo dei serbi, c'è stato un esame fotogramma per fotogramma al termine del quale il giudice kenyano Ben Ekumbo ha detto che Phelps "tocca chiaramente per primo". Chissà perché continuo a essere perplesso. Forse perché qualche anno fa Ekumbo è stato accusato di avere intascato migliaia di dollari dalla Fina per far partecipare dei ragazzi del suo Paese a dei campionati in Giappone, e di essersi fatto pagare altri tremila dollari dalla famiglia di ciascun partecipante, salvo poi, quando la partecipazione è saltata, non resituirli. Questo, naturalmente, secondo l'accusa; ma se Ekumbo è ancora ai vertici del nuoto mondiale, di sicuro era innocente. E di sicuro Phelps ha toccato per primo.      

Comunque dopo la gara  ho spento la tv veramente nauseato, pensando che la bambina cinese che cantava in playback è il simbolo perfetto di questa Olimpiade. Stamattina niente gare per me, ho preferito tagliare l’erba del giardino e raccogliere i fichi: buonissimi e tutti naturali.         

 
Betty, l'ex cozza
mercoledì 30 luglio 2008

La bellezza ci salverà? Forse sì. Per il momento però sembra condizionarci come mai in passato. Chi è bello/bella ha sempre avuto degli obiettivi vantaggi nella vita privata e in certi campi di quella professionale (attori, modelle). Ma oggi la bellezza ha fatto irruzione in professioni che richiedevano prima di tutto abilità tecnica, abbassando il livello del “prodotto”. Per esempio non esistono praticamente più cantanti brutte: quelle carine o normali, anche se come Giorgia hanno una splendida voce, per sopravvivere devono comunque inguainarsi in una tuta di lattice nero e girare video stile Catwoman. Quelle brutte o grasse scompaiono, e meglio per loro se la fanno passare per una scelta di vita.

Anche nello sport le brutte danno fastidio, sono sottilmente (?) emarginate, non ottengono attenzione dagli sponsor né riprese tv. I commenti ai match di Sharapova-Ivanovic-Venus Williams, e di varie modelle ex sovietiche, lasciano allibiti; almeno quanto quelli riservati alle loro avversarie meno avvenenti. Io ho sempre odiato il politicamente corretto ma visto che non siamo a Miss Universo qualche considerazione tecnica in più non guasterebbe. E’ vero che nello sport contano i risultati, e quelli non mentono, ma è anche vero che le campionesse vivono anche di finanziamenti, di motivazioni, di consenso e di amore del pubblico. Le brutte trascurate rischiano di veder calare anche il loro rendimento in campo.

La pressione contro le brutte è talmente forte che perfino chi ha raggiunto il successo grazie a doti non fisiche cerca poi il riscatto. Come America Ferrera, star di Ugly Betty, che rappresentava la speranza e la rivincita delle brutte: dal primo episodio a oggi ha perso venti chili, e ora fuori dal set sfoggia abiti attillati (invece dei ponchos) e tacchi alti. Moltissime sue fan americane, che ne avevano fatto un’icona, sono in rivolta. In Italia secondo me ha lo stesso complesso la Littizzetto, donna normale che esteticamente non poteva competere con le veline tv. Da un po’ di tempo la Luciana si presenta in video con scollature notevoli e mostra volentieri la coscia. Lo fa in un modo che sembra autoironico, secondo me in realtà è fiera del suo fisico (palestra? Dieta?) e vorrebbe che le dicessero non più che è una grande comica, ma che è una grande gnocca. Quanto agli uomini, i meno giovani stanno messi meglio perché se hanno i mezzi possono anche vivere di donna riflessa, tipo Sarkozy con Carla Bruni. Ma i più giovani sono trattati più o meno come le donne, perché sono appetibili sia per l’altro esso sia per il mercato gay, in continua crescita. Le foto dei calciatori in mutande negli spogliatoi, e cosparsi di olio, ci perseguiteranno ancora per molto tempo. Ma spero che un giorno perseguiteranno anche loro. 

 
Ciclisti puliti
mercoledì 23 luglio 2008
Ieri mattinata deliziosa con mio figlio Leonardo (4 anni e mezzo) e la sua biciclettina. Nel giro di mezz’ora ha imparato ad andare come una scheggia, senza rotelle. In un’altra mezz’oretta ha imparato la partenza e le curve. Merito di una bici senza pedali che gli aveva regalato mio fratello, e che fin da piccoli abitua a tenersi in equilibrio. Unico problema: non ha ancora imparato a frenare. Se andate a passeggio al Porto Antico siete avvertiti. Sono contento che Leo faccia sport, così starà lontano dalla droga; il ciclismo è proprio la scelta adatta.
 
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